Impegno

Anno 27, n ° 2 – Novembre 2016

In questo numero

  • Anno intenso per la Fondazione: le parole del Papa, levisite di Sergio Mattarella e mons. Galantino

La Parola di don Primo

  • Il presepe e un vangelo senza “sconti” nel Natale controcorrente del parroco-poeta

Studi, Analisi, Contributi

  • Marta Margotti – «La pacata inquietudine della ricerca di Dio» Mazzolari alla “Settimana di cultura religiosa”
  • Mario Gnocchi  – Nell’incontro tra povertà umana e grazia divina sta, per Mazzolari e Bernanos, il destino del prete
  • Bruno Bignami – «Il dolore non è sterile»: don Primo e la Madonna. Tratti di una profonda devozione e spiritualità
  • Leonardo Sapienza – Poveri e “periferie”: il filo rosso che lega papa Francesco con l’arciprete di Bozzolo
  • Francesco Bianchi e Giorgio Vecchio – Chiese e popoli delle Venezie nella Grande Guerra. Gli atti dei convegni di Trento e Vicenza-Asiago

Ricordando Loris Capovilla

  • Marco Roncalli – Don Loris, un secolo di fedeltà al Vangelo. Il cardinale «alla scuola di don Primo»
  • Emiliano Straccini – Capovilla, una «sorgente zampillante e fresca». Grazie a lui conobbi l’arciprete di Bozzolo
  • Giancarlo Ghidorsi- A Cà Maitino, quando il monsignore ricordava papa Giovanni XXIII e il “suo Mazzolari

Gli amici di Mazzolari

  • Nunzio Galantino – «Gratitudine verso un uomo e un prete che ha influito tanto sulla mia formazione»
  • Anselmo Palini – David Maria Turoldo, alla scoperta del volto dell’uomo e del volto di Dio

Scaffale

I fatti e i giorni della fondazione

 

 

 

 

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Il Natale

 

1202     A cura di Mariangela Maraviglia

In occasione del Natale la voce del parroco don Primo Mazzolari si levava non solo nella predicazione, ma anche, e con regolarità, nella forma di meditazioni scritte sulle pagine di numerosi giornali, da L’Italia di Milano a L’Eco di Bergamo, da Il Nuovo Cittadino di Genova alla rivista Adesso.

Frutto di letture non dotte ed erudite, ma del personale accostamento al testo evangelico, alcune di queste «elevazioni», come amava chiamarle don Primo, furono scelte da Rienzo Colla per una fortunata pubblicazione dal titolo Il Natale, uscita a Venezia nel 1963 per la casa editrice La Locusta e poi riedita più volte negli anni successivi.

Il testo che viene qui proposto non riproduce il volume del 1963; pur mutandone il titolo e le fonti, presenta una diversa scelta, nell’intento di rendere ancora fruibile la parola ardente di Mazzolari e la sapienza della sua proposta cristiana.

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Tra l’argine e il bosco

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Edizione critica a cura di

Mario Gnocchi

Questo volume ripropone per la prima volta integralmente e senza interpolazioni il testo della prima edizione dell’opera di don Primo Mazzolari Tra l’argine e il bosco. Il libro era stato variamente rimaneggiato nelle edizioni successive con l’espunzione di alcuni capitoli, l’inserimento di altri e l’aggiunta delle note introduttive. L’introduzione ricostruisce il processo che ha portato alla pubblicazione del libro attraverso un quindicennio di riflessioni ideali e annotazioni autobiografiche sul tema della parrocchia rurale, sfociate anche in altre opere o preparazioni di opere contigue a questa.

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Messaggi della Speranza

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Edizione critica a cura di

Giorgio Vecchio

Sul finire del 1945 don Primo Mazzolari pubblicò, a sua firma, ma fingendo di essere «Mamma Speranza», nove lettere, ciascuna delle quali indirizzata a una figura ben precisa: una mamma, una sposa, un partigiano, un prete, un giovane, un magistrato, un giornalista, un industriale e un vecchio.                           In ogni lettera «Mamma Speranza» si rivolgeva a persone che avevano sofferto durante la guerra, evocando i drammi vissuti da milioni di italiani. la perdita di una persona amata, la durezza della vita partigiana, l’emarginazione dovuta  precedenti simpatie fasciste, le delusioni del dopoguerra. Incarnandosi nelle situazioni concrete, Mazzolari indagava sottilmente sugli interrogativi  cruciali dell’esistenza di quel tempo, ponendo tuttavia sul tavolo questioni di vasta portata: la necessità di reagire al dolore, di assumere responsabilità pubbliche, di sfuggire i nuovi conformismi, di coglier l’essenza della propria vocazione.

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LA PAROLA AI POVERI

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A cura di Leonardo Sapienza

Con testo autografo di papa Francesco

Ci fara bene leggere e meditare QUESTE pagine Molto attuali di don Primo Mazzolari, sacerdote coraggioso. Lui ci Ricorda Che i poveri Sono la vera Ricchezza della Chiesa, i poveri Sono l’unica salvezza del mondo!

Chiediamo al Signore la grazia di VEDERE I poveri Che Bussano al cuore, e di Uscire Da Noi Stessi con generosità, con atteggiamento di misericordia, Perché la Misericordia di Dio Possa Entrare nel Nostro Cuore.

Vaticano, 21 aprile 2016

Francesco

 

 

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Impegno

Anno XXVII – N 1 – Aprile 2016

In questo Numero

«Accompagnami, don Primo, fratello e padre»:

Il neo Vescovo Napolioni visita la Fondazione

La parola a don Primo

PRIMO MAZZOLARI, discorso dal fronte: «Vogliamo che la libertà regni sovrana, vogliamo ritornare fratelli»

Studi, analisi, contributi

MARIO GNOCCHI, Dall’alto del campanile, fondo del presbiterio

Tra l’argine e il bosco: il parroco racconta

Speciale – Il Diario di don Primo

GIORGIO CAMPANINI, Quasi un’autobiografia: il quinto volume del “diario” dell’arciprete di Bozzolo

AUGUSTO D’ANGELO, Nel secondo dopoguerra un sacerdote costruttore di ponti tra gli uomini

Gli amici di Mazzolari

BRUNO BIGNAMI, L’amicizia fraterna con don Andrea Spada «Ricordati che sei un capitano per noi»

BRUNO BIGNAMI, Mazzolari “Giusto” tra le nazioni? Oskar Tenzer, ebreo di origine tedesca, ne spiega le ragioni

Scaffale

LUIGI GIORGI, Gli scomodi. Popolari e sacerdoti nel Casellario Politico Centrale durante il fascismo (M. Guasco)

PAOLO COZZO, Andate in pace. Parroci e parrocchie in Italia dal Concilio di Trento a papa Francesco (M. Margotti)

I fatti e i giorni della Fondazione

(a cura di G. C. Ghidorsi)

 

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Diario V

Diario V    a cura di  Giorgio Vecchio

25 aprile 1945 – 31 dicembre 1950

Questo volume è una ricostruzione biografica che fa ampio ricorso a brani originali di don Primo Mazzolari, spesso inediti: corrispondenze, appunti, manoscritti vari, tracce di discorsi e prediche, articoli a stampa. Poche sono le pagine di un vero e proprio diario: l’archivio di Bozzolo conserva infatti solo «pezzi» autografi che riguardano una settimana nel 1946 e poche pagine sparse per tutti gli anni seguenti, fino al 1953.

   Si inizia con il racconto della giornata bozzolese del 25 aprile 1945 per seguire gli avvenimenti del cruciale periodo fondativo della democrazia e delle repubblica e si conclude con il 31 dicembre 1950, nel mezzo di aspre polemiche e di attacchi a don Primo e al suo giornale Adesso.

   Il volume dà spazio al Mazzolari parroco, conferenziere su temi religiosi, amico e consigliere spirituale di innumerevoli persone, osservatore attento delle più diverse realtà (il carcere, l’esperienza di Nomadelfia, la condizione religiosa del popolo italiano, l’Anno Santo). Si resta colpiti della sua poliedrica attività, soprattutto se si considera che ogni notte, dopo una giornata faticosa, egli impiegava altro tempo per rispondere alle persone che si rivolgevano a lui per un consiglio, un confronto, un suggerimento. In diverse pagine del volume questo fatto emerge con chiarezza, insieme agli sfoghi «intimi» di un uomo convinto della sua missione, intelligente e colto, ma anche sensibile e fragile nella salute.

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Preghiera per la beatificazione del Servo di Dio don Primo Mazzolari

Padre Misericordioso,

tu hai chiamato don Primo Mazzolari

ad esprimere, nel suo ministero di parroco,

una particolare sollecitudine per i lontani e i poveri.

Discepolo appassionato della Parola,

fu predicatore instancabile del Vangelo.

Costruttore di pace,

apostolo inquieto della giustizia,

egli ci ha mostrato in Gesù Cristo,

nato «fuori casa» e morto «fuori città», il crocevia,

il punto di incontro tra Te e l’umanità.

Nessuno è fuori della salvezza, o Padre,

perché nessuno è fuori del Tuo amore

che non si arresta di fronte alle nostre opposizioni.

Ti preghiamo umilmente:

per sua intercessione accordaci la grazia

che fiduciosi Ti chiediamo.

 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

con approvazione ecclesiastica

+ Dante Lafranconi

vescovo di Cremona

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